Informazioni per i pazienti
Ipovisione
Le possibilità di rieducazione
Prof. Bruno Lumbroso (Roma)
Che cos’è l’ipovisione?
L’Ipovisione o Bassa Visione può manifestarsi in vari modi: una visione
annebbiata, distorta, a macchie, doppia, incompleta, non stabile, stancante,
una difficoltà nell’identificare i colori e nel controllo dello sguardo
accompagnata da un deficit del campo visivo. L’Ipovisione o Bassa Visione è
dovuta ad un’alterazione della visione centrale e/o periferica.
Una visione considerata come normale corrisponde ad un visus da 7/10 a 10/10. Le persone ipovedenti, pur portando gli occhiali corretti, riescono a leggere al massimo soltanto una o due righe fra le più grandi. Fino a qualche anno fa erano considerati come ciechi ma ipovisione e cecità sono fondamentalmente diverse: anche se limitata, la visione dell’ipovedente può essere sfruttata al massimo.
Quante persone sono affette da ipovisione?
L’ipovisione colpisce sia gli adulti che i bambini. Circa un milione e mezzo di
persone in Italia, e120.000 a Roma e dintorni, presentano un visus che non
può superare i 3/10.
L’incidenza dell’ipovisione nell’adulto in Italia e nei Paesi industrializzati, è
collegata all’aumento della durata della vita, con conseguente incremento
della frequenza della degenerazione maculare ma anche della retinopatia
diabetica.
Per quanto riguarda i bambini si calcola che 1 bambino su 1000 sia affetto da
ipovisione.
Quali sono le cause dell’ipovisione?
La degenerazione maculare e la retinopatia diabetica sono le due cause più
frequenti di diminuzione della vista nel nostro Paese. Altre cause sono il
glaucoma, la retinopatia pigmentosa, le degenerazioni maculari giovanili ed i
traumatismi oculari.
Per quanto riguarda i bambini le cause principali sono l’ambliopia, la
cataratta, il glaucoma, la degenerazione maculare, l’albinismo, la
toxoplasmosi, le malformazioni congenite.
Che cosa si può fare per curare l’ipovisione?
Non vi è una cura ma, qualunque sia l’età dell’ipovedente, o il tipo di deficit
visivo, si può limitare o attenuare l’handicap e ridare un minimo di
funzionalità, dunque aumentare l’autonomia e l’indipendenza della persona
ipovedente e quindi migliorare la sua qualità della vita.
Questo può essere ottenuto attraverso la rieducazione visiva che tenta di
ottenere:
- un miglioramento della visione residua
- un maggiore adattamento degli ausili ottici
- un adattamento del comportamento del soggetto all’ambiente.
Con la volontà di riuscire la persona ipovedente può aumentare la sua efficienza visiva.
Che cos’è la rieducazione visiva?
La rieducazione tenta di ottenere un miglioramento funzionale. Il miglioramento funzionale può essere ottenuto:
*sui movimenti oculari
(per esempio imparando a muovere gli occhi ed il capo correttamente durante la lettura)
- sulla coordinazione occhio-mano (rendendo i gesti più affidabili)
- sulla capacità di discriminazione (imparando a fissare ed a localizzare meglio ciò che si guarda).
Come si effettua la rieducazione visiva?
L’esame e la rieducazione dell’ipovisione si basano su una stretta collaborazione fra:
- il medico oculista, che tratta la malattia e/o ne segue l’evoluzione:
- l’assistente in oftalmologia-ortottista, che esegue l’esame ortottica motorio, sensoriale e funzionale e procede alla rieducazione.
- L’ottico, che propone e spiega i diversi ausili ottici.
- Altri specialisti la consulenza dei quali può essere utile.
Queste possibilità sono ancora poco conosciute e, spesso, i soggetti ipovedenti di 70 anni ed oltre hanno la tendenza a rinchiudersi in sé stessi e ad isolarsi, credendo che non vi sia più niente da tentare.
Che cosa sono gli ausili per l’ipovisione?
Sono gli strumenti e gli accorgimenti che servono ad utilizzare al
meglio la visione residua.
Grazie all’evoluzione dell’elettronica e dell’informatica
l’attrezzatura per la rieducazione è molto migliorata in questi ultimi anni.
Non vi sono più soltanto le lenti di ingrandimento ed i piccoli
telescopi ma numerose applicazioni dei computer e dei videoregistratori
per gli ipovedenti. Una parte importante della rieducazione consiste
nell’individuare il migliore dispositivo di ingrandimento, che permetta ad
una immagine abbastanza allargata di proiettarsi su un’area di retina
periferica ancora attiva.
Vi sono 3 tipo di ausili o accorgimenti utili per l’ipovisione:
- Ausili ottici:
- lenti di ingrandimento a mano o con supporto
- occhiali ingrandenti
- lenti telescopiche per lontano e vicino
- Accorgimenti non ottici
- migliore illuminazione e contrasto
- sedersi vicino all’apparecchio televisivo
- lampade speciali
- filtri
- libri stampati in caratteri più grandi
- guide per la lettura e scrittura
- leggìo.
- Ausili ingrandenti elettronici
- monitor, video ingranditori.
Con la grande quantità di ausili attualmente disponibili è necessario avere molta pazienza per determinare qual è l’aiuto più adatto per ogni singolo caso. Sono indispensabili a partecipazione attiva del paziente e le sedute di riabilitazione: in effetti molti pazienti, che provano con soddisfazione ed entusiasmo gli ausili presso gli ottici, rinunciano alla loro utilizzazione in casa.
Quante sedute sono necessarie?
Per la valutazione delle possibilità visive sono sufficienti 2 0 3 sedute
che si svolgono con dei tests appropriati ma anche osservando il modo
in cui il paziente svolge diverse azioni: scritture, lettura, gioco….. Gli
errori e le difficoltà incontrate permetteranno di elaborare piano piano
una nuova strategia visiva.
La rieducazione si svolge poi con un numero di sedute ed una
frequenza che cambia per ogni paziente, a seconda del tempo
necessario all’adattamento e dall’assiduità del paziente nello svolgere
gli esercizi di allenamento, anche a domicilio.
L'attività coordinata tra oculista,
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