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Centro Oftalmologico Bruno Lumbroso

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Terapia delle Degenerazioni Maculari

Prof. Bruno Lumbroso

Attualmente vengono proposte nuovissime terapie delle degenerazioni maculari che utilizzano meccanismi nuovi e nuove vie di somministrazione. I mezzi di informazione ne parlano come di cure miracolose ma purtroppo anche se i risultati sono buoni, essi non sono ne miracolosi ne definitivi.
Riferiamo di seguito le tecniche ed i risultati.

Terapie antiangiogeniche per intravitreali

Le terapie più recenti proposte per la cura delle degenerazioni maculari utilizzano sostanze antiangiogeniche, cioè che bloccano la proliferazione dei neovasi. Si tratta di sostanze che vengono iniettate direttamente dentro l’occhio, nel vitreo; le più proposte sono: il Lucentis, il Macugen, l’Avastin, ma almeno altre10 sostanze sono in via di sperimentazione.
Si può paragonare questo tipo di terapia alla chemioterapia adoperata in certe leucemie: il trattamento porta a remissioni e marcati miglioramenti ma il paziente deve essere seguito perché vi è sempre il rischio di recidiva e sarebbe di nuovo necessario il trattamento. Anche qui dopo uno, due anni di terapia si possono osservare delle guarigioni stabili.

Il Lucentis, adoperato in America con iniezioni intravitreale ogni mese per 2 anni, da effetti positivi nel 95% dei casi. Attualmente si tende ad applicare un nuovo protocollo che prevede una serie di tre iniezioni endovitreali ad un mese di intervallo, e poi dei controlli ripetuti con OCT e più raramente fluorangiografia. Se l’OCT la fluorangiografia o l’esame della vista facessero notare il pericolo di una recidiva, verrebbe praticata una nuova intravitreale.

Il costo è di circa1300 € ad iniezione più le spese chirurgiche. Molti casi possono essere trattai in Ospedale a carico del servizio sanitario dello Stato. Si inizia con una serie di tre iniezioni intravitreali (una al mese).

Il Macugen è adoperato negli Stati Unti dal 2005 con iniezioni intravitreali praticate ogni mese e mezzo per 2 anni. I risultati ottenuti sembrano evidenziare un 60/70% di casi positivi. Il costo di ogni iniezione è di circa 700€, a cui sono da aggiungere le spese chirurgiche poiché l’iniezione deve essere praticata in sala operatoria. Si inizia con una serie di tre iniezioni
intravitreali (una al mese).

L’Avastin, una sostanza adoperata normalmente per la cura di alcuni tumori dell’apparato digerente, viene iniettata endovena con, tuttavia, a volte delle complicanze generali che possono essere raramente gravi. Alcuni ricercatori hanno avuto l’idea di usarla in minima dose direttamente sotto forma di iniezioni intravitreali, ottenendo risultati molto soddisfacenti nell’85% dei casi. Si tratta di una sostanza non ammessa ufficialmente ma la sua somministrazione è tollerata in certi Ospedali e Cliniche Universitarie, e case di cura dopo approvazione da parte del Comitato Etico. Il costo di ogni iniezione, che anche in questo caso deve essere ripetuta per 2 anni, è di 50 € più le spese chirurgiche. Si inizia con una serie di tre iniezioni intravitreali (una al mese).

Sorveglianza dopo intravitreale

Dopo le intravitreali si controlla il visus, l’OCT la fluorangiografia e più raramente l’angiografia al verde di indocianina, dopo 7 o 15 giorni secondo la gravità, poi ogni mese o due mesi sino alla stabilizzazione. In seguito i controlli saranno eseguiti ogni 6 mesi. Se l’OCT la fluorangiografia o l’esame della vista facessero notare la presenza od il pericolo di una recidiva, verrebbe praticata una nuova intravitreale. Notiamo l’importanza data attualmente all’OCT che evita gli esami con endovene di coloranti.

Svantaggi degli antiangiogenici

Il grande svantaggio di queste tre sostanze, Macugen, Lucentis ed Avastin, è la necessità di praticare con frequenza l’iniezione intraoculare, psicologicamente traumatizzante.

Complicanze

Vi è, anche se raro quando l’iniezione è eseguita con le normali cautele, il pericolo di infezione, che conduce ad una perdita visiva con percentuali che, secondo gli autori, vanno da una ogni 500 a una ogni 2000 iniezioni. Pertanto il Ministero della Salute ha giustamente indicato che queste iniezioni intravitreale devono essere praticate in sala operatoria con tutte le precauzioni e la asepsi del caso.
Altre complicanze sono eventuali emorragie della retina e del vitreo, infiammazioni oculari non infettive, annebbiamenti visivi frequenti per uno, due giorni, dopo l’iniezione. Si consiglia di sospendere gli antiaggreganti e fluidificatori del sangue per due giorni prima e dopo l’iniezione intraoculare. Malgrado i possibili inconvenienti e complicanze queste sostanze vengono sono ampiamente adoperate in Italia e nel Mondo.Certi casi che non rispondono bene alla terapia con antiangiogenici possono usufruire della associazione con la terapia fotodinamica con Visudyne.

La Terapia Fotodinamica

Nel 2000 la terapia fotodinamica ha portato nuove speranze ai pazienti affetti da degenerazione maculare. Questa terapia è in grado di fermare, in molti casi, il peggioramento delle degenerazioni maculari ma non riesce ad agire con una copertura del 100%.
La terapia fotodinamica con Visudyne è una cura in grado di fermare, in molti casi, l’evoluzione delle degenerazioni maculari. I risultati sono buoni ma non eccellenti indicano che la riduzione della visione può essere rallentata e, in alcuni casi, bloccata.
Il Visudyne deve essere iniettato per 10 minuti, per via endovenosa, con una siringa automatica. Raggiunta l’opportuna concentrazione a livello oculare, il medicinale viene attivato illuminando la retina con uno specifico laser. Una volta attivato il laser il Visudyne determina la trombosi (chiusura) dei vasi sanguigni deformati; in questo modo la fuoriuscita dei liquidi e di sangue è ridotta. Poiché questi vasi tendono a riaprirsi se venisse evidenziata la ricomparsa dei neovasi il paziente dovrebbe ripetere il trattamento
Indicazioni
L’indicazione maggiore è rappresentata dalla degenerazione maculare senile. Viene adoperata generalmente in associazione con le iniezioni intravitreale. Per quanto riguarda i neovasi nei miopi i risultati ancora sono più positivi. Non sono eccezionali i miopi nei quali una o due sedute permettono di ottenere la regressione dei neovasi.

Complicanze

La terapia è generalmente ben tollerata; il principale effetto collaterale è una reazione nel punto dell’iniezione.
Un esiguo numero di pazienti ha avvertito dolore o nausea o dolori alla schiena durante l’infusione, scomparsi però con il termine della terapia. Altri possibili effetti derivanti dal trattamento sono la diminuzione della visione (in caso di chiusura accidentale dei vasi normali), emorragie all’interno dell’occhio, anomalie nella visione, dolore ed infiammazione oculare.
Il Visudyne rende estremamente sensibile alla luce nelle 24-48 ore successive all’infusione. Per le 48 ore successive all’infusione sarà consigliato di indossare occhiali da sole scuri, di non esporsi alla luce diretta per proteggere occhi e cute e, possibilmente, di rimanere in casa.

Trattamento Laser classico

Il trattamento laser classico, utilizzato da 30 anni, ha ancora le sue indicazioni ben precise, anche se limitate. La fotocoagulazione laser distrugge i vasi capillari neoformati e ferma l’evoluzione della malattia ma distrugge anche la retina davanti ai neovasi..

Termo Terapia Transpupillare

La termo terapia transpupillare può costituire una forma di trattamento dei neovasi occulti. Un raggio laser termico porta ad un riscaldamento dei neovasi che riesce a bloccare la loro evoluzione. Adoperiamo questa terapia in certi casi di neovasi occulti a placca, con visus di 1/10 o meno, in via di peggioramento.

Centro Oftalmologico Bruno Lumbroso

Terapia Fotodinamica
Termoterapia Transpupillare
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Laser micropulsato
Yag Laser
Fluorangiografia
Angiografia al verde di indocianina
Autofluorescenza
OCT-Tomografia ottica della retina,
OCT tridimensionale
OCT spectral domain
Ecografia
Campimetria computerizzata
Microperimetria
Topografia corneale
Tomografia della pupilla ottica
Riabilitazione dell'ipovisione.