Miopia: Prevenzione e Controllo

Sono allo studio terapie che associano attività all’aperto, lenti con defocalizzazione e atropina a basso dosaggio.

Tra gli oftalmologi, i pazienti miopi e le loro famiglie, l’interesse per la prevenzione e il controllo della miopia è notevolmente aumentato in questi ultimi anni. Le cure in studio includono attività all’aperto, lenti bifocali, lenti defocalizzate in periferia, e collirio di atropina a basso dosaggio.

La miopia è fortemente in aumento nella popolazione mondiale soprattutto in età giovanile.

Colpisce più della metà della popolazione giovanile nei paesi dell’Asia dove la miopia interessa 20-30% dei bambini di età tra 6-7 anni.

Nei paesi occidentali la prevalenza della miopia è in crescita soprattutto nella popolazione sotto i 25 anni, fascia d’età in cui colpisce il 46% dei soggetti, mentre tale percentuale scende al 15% nella popolazione con età superiore ai 75 anni. Tale evoluzione colpisce tutte le etnie.

Le stime prevedono una grave progressione della miopia elevata di 6 diottrie e più.
Questa previsione epidemiologica purtroppo dipende anche dal modo di vivere delle nuove generazioni che adoperano sempre di più i dispositivi elettronici quali computer, tablet e cellulare, il cui uso esagerato favorisce la comparsa e la progressione della miopia.
Le attività all’aperto diminuiscono il peggioramento della miopia.

La miopia si suddivide in, miopia semplice, con difetto rifrattivo isolato, e miopia degenerativa. La miopia elevata degenerativa è associata a lesioni della retina e della coroide, membrana vascolare che nutre la retina:
atrofie corio-retiniche, atrofia peripapillare e glaucoma, atrofia corio-retinica maculare con neovascolarizzazione coroideale, distacco di retina, foro maculare e sindrome da trazione vitreo maculare.

Dal punto di vista eziopatogenetico, la comparsa e progressione della miopia sono dovute a ad una interazione tra predisposizione genetica ed ambiente.

L’attività prolungata da vicino come ad esempio quella conseguente all’uso di cellulari e tablet in età infantile, è sicuramente da mettere in relazione con il peggioramento della miopia.

 

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Trattamenti

All’inizio degli anni 2000, l’attenzione dei clinici era rivolta alla terapia farmacologica per la miopia. Dal 2016, ci si è interessati agli occhiali, alle lenti a contatto e ad altri dispositivi per il loro potenziale ruolo nel controllo della miopia. 

Approcci comportamentali

Approcci comportamentali sono attualmente considerati affidabili per il controllo della miopia.

Il primo, evitare un lavoro ravvicinato estensivo e prolungato, non è consigliato da tutti, ma i pazienti possono ricorrere a questo comportamento senza eventi avversi. 

Rimuovere gli occhiali per il lavoro vicino è un altro metodo facile per i pazienti più anziani, sebbene sia un problema per i bambini.

L’aumento delle attività all’aperto è importante perché gli studi hanno fatto vedere risultati positivi riguardo la diminuzione del peggioramento della miopia.

Sembra però quasi impossibile opporsi ai comportamenti delle giovani generazioni, che impiegano sempre di più dispositivi video quali computer, tablet e cellulare, il cui uso sproporzionato sostiene la comparsa e la progressione della miopia.

 

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Terapie ottiche

L’ipocorrezione (lenti meno forti) del difetto rifrattivo.

Lo scopo è defocalizzare l’immagine per frenare l’allungamento del bulbo.
La lente meno forte focalizza l’immagine pochi millimetri davanti alla retina.
La letteratura scientifica evidenzia che questo accorgimento non ha effetto importante. Notiamo che la modifica frequente del potere dell’occhiale può peggiorare l’evoluzione miopica.

 

Occhiali con lenti bifocali e multifocali.

Si tenta di ridurre lo sforzo accomodativo durante il lavoro da vicino e la defocalizzazione ipermetropica della retina.
Questi occhiali hanno un effetto limitato con riduzione minima della miopia.

Occhiali con lenti a defocalizzazione periferica.

Recentemente sono stati proposti occhiali con lenti ad effetto di defocalizzazione periferica.

La lente da occhiali periferica meno forte focalizza l’immagine pochi millimetri davanti alla retina, mentre l’immagine centrale è perfettamente focalizzata.
Lenti che nella superficie esterna presentano centinaia di segmenti che creano defocalizzazione miopica. 

Questa struttura della lente permette di rallentare l’allungamento del bulbo oculare e quindi l’aumento della miopia, fornendo allo stesso tempo una visione chiara.

È stato riscontrato che lenti per occhiali con focalizzazione centrale e defocalizzazione periferica rallentano la progressione della miopia, forse inducendo una defocalizzazione periferica miope e fornendo allo stesso tempo una visione foveale chiara.
La defocalizzazione miope causata da una lente tipica provoca l’allungamento oculare.

Questo design della lente a defocalizzazione periferica eliminerebbe l’allungamento bulbare spostando l’immagine nel vitreo, il che arresta quel processo.

Lenti a contatto con defocalizzazione periferica.

Recentemente sono state introdotte lenti a contatto morbide con effetto di defocalizzazione e lenti a contatto bifocali con aberrazione sferica positiva.

Le lenti DISCL presentano zone concentriche con l’alternanza di una correzione rifrattiva completa per distanza ad aree di defocalizzazione miopica.

L’effetto della defocalizzazione periferica sembra esser promettente, ma non abbiamo sinora risultati.  

Ortocheratologia

Da molti anni vengono proposte lenti a contatto rigide che comprimono la curvatura corneale durante il riposo notturno.

Il meccanismo d’azione (rimodellamento del centro della cornea) non ha dato risultati significativi.

Inoltre, vi è un effetto di rimbalzo al termine dell’uso delle lentine con riapparizione della miopia che sembrava ridotta, e più rapida progressione miopica.

Ricordiamo poi che l’uso prolungato di lenti a contatto in bambini frequentemente porta a gravi ulcerazioni corneali.

Terapie farmacologiche

Sebbene non approvata dalla Food and Drug Administration americana, l’atropina collirio 1% è stata a lungo considerata una terapia per la miopia e dà buoni risultati sulla progressione della miopia;tuttavia, gli effetti negativi associati al farmaco ne hanno ridotto la popolarità.

Fra gli effetti collaterali della dilatazione della pupilla vi sono offuscamento visivo, reazione alla luce e reazioni allergiche o di intolleranza con arrossamento del viso e febbre.

Da anni alcuni oculisti utilizzano l’atropina collirio per rallentare l’evoluzione della miopia con un successo che varia tra il 60 e 80% ed una riduzione media annuale di mezza diottria e della lunghezza assiale da -0.20.
Sono state sperimentate le concentrazioni di atropina dall’1% a 0.01%. 

I dosaggi bassi del 0.01% e 0.05%, con somministrazione di una goccia la sera, mostrano un effetto clinico sufficiente e diminuzione massima degli effetti collaterali della dilatazione pupillare. 

Alcuni altri nuovi farmaci sono valutati per ridurre la miopia. In uno studio, la pirenzepina, ha mostrato un certo effetto.
Purtroppo la comparsa di eventi avversi nel 26% dei pazienti ha fatto sì che il farmaco non è stato approvato.

In conclusione gli scienziati sono unanimi nel valutare i colliri di atropina a basso dosaggio, come efficienti e pochissimo tossici nel limitare lo sviluppo della miopia.  

Le lenti con defocalizzazione periferica dovrebbero avere effetto ma, essendo recenti, i loro risultati dovrebbero essere valutati ulteriormente. 

L’ortocheratologia è praticamente abbandonata in ragione della regressione dei risultati quando si interrompe l’applicazione delle lenti a contatto.

Notiamo infine che il comportamento delle nuove generazioni, che adoperano sempre di più i dispositivi elettronici quali computer, tablet e cellulare, favorisce la comparsa e la progressione della miopia.
Le attività all’aperto diminuiscono il peggioramento della miopia.

 

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